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Albania e criptovalute: quante tasse si pagano
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Albania e criptovalute: quante tasse si pagano?

Tutto quello che devi sapere sulla normativa degli asset digitali in Albania Partiamo da un punto spesso frainteso. L’Albania non è un Paese “crypto free” nel senso anarchico del termine, ma nemmeno un territorio soffocato da regole minuziose. Esiste una normativa sugli asset digitali e sulle tecnologie basate su registri distribuiti, attiva già da alcuni anni, che riconosce le criptovalute come strumenti legittimi. La parte fiscale, però, resta agganciata al sistema tributario generale. Tradotto: le cripto non vivono in una bolla separata, finiscono dentro le regole comuni quando generano reddito. Acquistare criptovalute in Albania oggi Acquistare criptovalute in Albania, nel concreto, non è complicato. Exchange internazionali accessibili, wallet privati, piattaforme peer to peer. Tutto funziona in modo abbastanza lineare. Nessuna tassa all’atto dell’acquisto, questo va chiarito subito. Comprare Bitcoin, Ethereum o altre crypto non genera di per sé un evento fiscale. Il problema, o la curiosità, nasce dopo. Quando vendi, quando converti e quando incassi. E qui entra in gioco la domanda che tutti fanno, prima o poi. Quante tasse si pagano in Albania per le criptovalute? La risposta, oggi, è meno nebulosa di quanto sembri. Quante tasse si pagano in Albania per le criptovalute? In linea generale, il 15 per cento sul profitto realizzato. Vale per le plusvalenze, quindi per la differenza positiva tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita o conversione. Non conta quanto tempo hai tenuto l’asset. Non esistono soglie di esenzione particolarmente favorevoli. Se c’è guadagno reale, quello viene tassato. Il meccanismo è simile a quello applicato ad altri strumenti finanziari, senza un regime crypto dedicato. Semplice, ma non indulgente. Non si può parlare di tasse zero , ma sicuramente questo è un buon compromesso. Plusvalenze, scambi e momenti fiscali Attenzione a un dettaglio che molti sottovalutano. Non solo la vendita in euro o lek può generare tassazione. Anche lo scambio tra criptovalute, se produce un valore economico misurabile, può essere considerato evento imponibile. Non sempre viene controllato in modo aggressivo, vero, ma dal punto di vista normativo il principio resta. La tassa scatta quando il profitto è realizzato, non quando il valore “sale sul grafico”. Fino a quando resti dentro il wallet, nessun prelievo. Quando esci, il fisco guarda. Mining, staking e attività continuative Scenario diverso per chi non si limita a investire. Mining, staking, attività ripetute nel tempo. Qui il reddito non viene più visto come plusvalenza occasionale. Assume la forma di reddito da attività economica. Cambia la logica, cambiano anche gli obblighi. In questi casi, i proventi possono essere tassati come reddito d’impresa o da lavoro autonomo, sempre con aliquote che ruotano attorno al 15 per cento, ma con adempimenti più strutturati. Contabilità, dichiarazioni più precise, documentazione solida. Niente improvvisazione. Cosa dichiarare e cosa no Altro punto che crea confusione. Le criptovalute detenute, ferme, non vanno dichiarate come patrimonio separato. Non esiste, al momento, un obbligo di monitoraggio patrimoniale simile a quello di altri Paesi. Quello che va dichiarato è il reddito. Profitto realizzato, mining, staking, attività professionali. Tutto ciò che genera entrate effettive. Il resto resta, per ora, fuori dal radar fiscale diretto. Conclusione Chi si avvicina alle crypto e si chiede quante tasse si pagano in Albania per le criptovalute, deve togliersi dalla testa l’idea del paradiso fiscale, ma anche quella dell’inferno burocratico. Il sistema è lineare, forse un po’ grezzo, ma leggibile. Acquistare criptovalute in Albania è semplice. Tenerle non costa nulla. Guadagnarci implica una tassazione chiara, attorno al 15 per cento, senza troppe eccezioni.

Come lavorare online con una partita iva albanese
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Come lavorare online con una partita iva albanese

Guida rapida al fisco albanese per nomadi digitali e liberi professionisti Magari ti sei stanco delle cadenze che ti tolgono il sonno in Italia e hai iniziato a guardare dall’altra parte dell’Adriatico. Non sei l’unico. Anzi, sono in tanti oggi a chiedersi seriamente come lavorare online con una partita iva albanese , attirati da un sistema che sembra parlare una lingua molto più amichevole verso chi produce. Ma occhio, perché non è tutto oro quello che luccica se non sai dove mettere le mani. Perché proprio l’Albania? Tirana sta vivendo una specie di rinascimento per i freelancer. Perché? Semplice, la pressione fiscale qui non è un macigno. Se sei un piccolo imprenditore o un consulente informatico, le soglie di esenzione sono talmente alte che a volte sembra di sognare. Eppure, nelle statistiche ufficiali e nei codici di legge, la realtà è che fino a fatturati decisamente interessanti (parliamo di cifre che arrivano ai 10 milioni di lek), l’imposta sul reddito per le piccole imprese è stata spesso azzerata o ridotta al lumicino. Certo, nel 2026 le maglie si stanno un po’ stringendo per allinearsi agli standard europei, ma il vantaggio resta enorme. I passi pratici per mettersi in regola Aprire quella che noi chiamiamo Partita IVA, ma che lì è l’iscrizione al QKB (Centro Nazionale delle Imprese), richiede meno tempo di quanto ne passi in coda alle poste. Servire un indirizzo fisico, una sede legale, e qui molti si appoggiano a consulenti locali. Una volta ottenuto il NUIS (il numero identificativo), sei pronto. Ma aspetta. Capire come lavorare online con una partita iva albanese significa anche gestire la fatturazione elettronica, che ormai è lo standard ovunque. Non pensare di cavartela con un foglio Excel scarabocchiato; il sistema fiscale albanese è diventato digitale e piuttosto severo sui tempi di dichiarazione. La tassazione agevolata: un miraggio che invece è realtà Molti rimangono a bocca aperta quando scoprono che per i servizi IT o l’esportazione di servizi digitali, l’Albania ha mantenuto regimi di favore. Ma non è solo una questione di tasse basse. È la velocità. I contributi sociali si pagano, ovvio, ma sono calcolati su basi che non ti strozzano a inizio mese. Il punto vero però è un altro: la burocrazia è più snella. Certo, il commercialista ti serve, ma non avrai quella sensazione di lavorare solo per pagare lo Stato. Gestione da remoto e residenza fiscale Qui però bisogna essere onesti e dire le cose come stanno. Molti pensano che basti un click per dire addio alle tasse italiane e lavorare con una partita iva estera……ma non è così! Per capire davvero come lavorare online con una partita iva albanese devi fare i conti con la residenza fiscale. Se vivi a Milano 365 giorni l’anno ma fatturi con il NUIS albanese, l’Agenzia delle Entrate busserà alla tua porta. La vera mossa vincente la fa chi si trasferisce davvero in Albania per più di metà anno. L’Albania offre visti specifici per i nomadi digitali, rendendo il passaggio molto più fluido rispetto al passato. Conclusione Quindi, vale la pena fare questo salto? Se il tuo lavoro sta tutto dentro un laptop e non hai legami che ti inchiodano a un unico posto, la risposta è quasi certamente sì. Imparare come lavorare online con una partita iva albanese richiede un minimo di studio iniziale e la voglia di affidarsi a professionisti seri che conoscono le leggi di entrambi i Paesi. Non è una scorciatoia magica per non pagare nulla, ma una strategia intelligente per chi vuole che il proprio guadagno resti, per la maggior parte, nelle proprie tasche.

Come fare un sito web per la tua impresa in modo rapido
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Come fare un sito web per la tua impresa in modo rapido

Come creare un sito web e portare online la tua impresa in tempi brevi C’è una domanda che torna spesso, soprattutto tra imprenditori e professionisti……. Come fare un sito web per la tua impresa in modo rapido, senza perdersi in dettagli tecnici o rinvii continui. Oggi il tempo vale più del codice perfetto. Restare fermi, molto meno. Perché oggi serve un sito web, anche se hai poco tempo Non serve raccontarsela. Un’impresa senza sito web oggi appare incompleta. Poco affidabile, a volte invisibile. Anche chi lavora bene, anche chi ha clienti storici. Il punto non è avere un portale enorme, ma esserci. Subito. Capire come fare un sito web per la tua impresa in modo rapido significa mettere una base solida. Scegliere la strada giusta per partire subito Qui si perde più tempo del necessario. CMS, builder, piattaforme varie. Nel 2026 WordPress resta la scelta più concreta per chi vuole velocità e controllo. Non è l’unica, ma è quella che consente di partire in giorni, non mesi. Tema leggero, plugin essenziali, niente fronzoli. L’obiettivo resta sempre lo stesso: come fare un sito web per la tua impresa in modo rapido, non perfetto. Dominio e hosting: decisioni rapide, non affrettate Il dominio deve essere semplice, leggibile, legato al nome dell’impresa. Stop. Hosting? Affidabile, italiano se il pubblico è italiano, con assistenza reale. Non serve il piano più costoso. Serve stabilità. Anche qui, meno confronti infiniti, più azione. Chi cerca come fare un sito web per la tua impresa in modo rapido spesso sbaglia proprio qui, rimandando. Struttura del sito: poche pagine, ma pensate bene Non importa quale sia la tua attività; edilizia, turismo, economia, motori ecc….. Il sito della tua impresa deve essere semplice ma completo! Quattro pagine, non una di più! Home, Chi siamo, Servizi, Contatti. A volte basta questo. Meglio poche pagine chiare che dieci confuse. La struttura deve guidare, non stupire. Chi arriva deve capire subito cosa fai e come contattarti. Semplice, diretto, umano. Così anche Google capisce. Realizzare un sito web: l’aiuto dell’IA Oggi non è più necessario conoscere linguaggi di programmazione per costruire un sito web: strumenti IA possono generare layout, testi e persino suggerire colori e stili in pochi click, riducendo enormemente i tempi di sviluppo e gli errori umani. Desideri approfondire come funziona questo approccio innovativo e quali opportunità offre l’intelligenza artificiale? Cliccando qui potrai visionare gratuitamente la guida pratica su come usare l’intelligenza artificiale per creare un sito web! Contenuti essenziali che funzionano davvero Scrivere testi lunghi non serve, se non dicono nulla. Servono parole vere, esempi concreti, problemi reali. Racconta come lavori, non quanto sei bravo. Inserisci la keyword principale con naturalezza. Fai in modo che tutto sia scritto con trasparenza e semplicità. Il lettore se ne accorge…..Google pure. SEO di base e intelligenza artificiale: cosa sapere Oggi la SEO non è più solo keyword e link.I motori di ricerca usano modelli di intelligenza artificiale per capire contesto, qualità, intenzione. Testi scritti bene, non artificiali, fanno la differenza. Aggiornare il sito, anche poco alla volta, aiuta. E sì, anche qui torna la domanda iniziale: come fare un sito web per la tua impresa in modo rapido? Fallo usando la testa. Pubblicare, testare, migliorare senza blocchi mentali Il sito una volta costruito non è finito, va pubblicato, aggiornato e corretto. Le prime visite arrivano, qualche richiesta pure. Poi si migliora. Aspettare la versione perfetta è il modo migliore per non partire mai. Conclusione Capire come fare un sito web per la tua impresa in modo rapido significa cambiare approccio. Meno teoria, più pratica. Meno paura di sbagliare, più voglia di esserci. Un sito semplice, online oggi, vale più di cento progetti rimasti nel cassetto.

Statistiche sull'economia in Albania 2026
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Statistiche sull’economia in Albania 2026: cosa dicono i numeri oggi?

Un’analisi profonda tra proiezioni di crescita, nuovi budget e la realtà dei mercati locali  Parlare di cifre in un Paese che corre veloce come l’Albania non è mai semplice, specialmente quando ci si siede al tavolino per analizzare le statistiche sull’economia in Albania 2026 . Se guardiamo i dati che arrivano freschi da Tirana, l’aria che si respira è quella di un ottimismo cauto. Non è più la crescita “selvaggia” del post-pandemia, ma un consolidamento profumante dell’Unione Europea. Le tabelle dell’INSTAT, l’istituto di statistica nazionale, insieme alle proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, ci disegnano una traiettoria precisa.  Il motore del PIL: una crescita che non si ferma    Il Prodotto Interno Lordo per l’anno in corso, questo benedetto 2026, si attesta su una crescita reale che oscilla tra il 3,5% e il 3,9%. C’è chi, come il governo nel suo ultimo budget approvato a dicembre, punta dritto al 4%, ma le banche internazionali preferiscono restare un filo più prudenti.   La crescita dell’economia albanese ha ormai superato la soglia dei 16 miliardi di euro in termini di volume totale. Un salto enorme se pensavamo a dove stavamo dieci anni fa.  In queste statistiche sull’economia in Albania 2026 capiamo chiaramente come il settore del terziario pesi ormai per oltre il 60% della ricchezza prodotta.  Inflazione e consumi: la sfida del carrello della spesa nel 2026  Se chiedete a un cittadino di Valona o Scutari, vi dirà che i prezzi si sentono. Eppure, tecnicamente, il palloncino sta tornando nei ranghi. Le autorità monetarie prevedono che entro la seconda metà del 2026 il tasso si stabilizzerà intorno al target del 3%. Certo, veniamo da anni duri dove il 6% o il 7% erano la norma, e il ritorno alla normalità è lento.  Un dato interessante che emerge dai report è l’aumento dei consumi privati. Questo accade perché i salari minimi sono stati spinti verso l’alto ( parliamo di una base che tocca i 50.000 lek da gennaio ) e questo inevitabilmente mette benzina nel motore della domanda interna. Le statistiche sull’economia in Albania 2026 evidenziano però un rischio: che l’aumento dei costi delle materie prime importate possa frenare questa spinta.  Investimenti e turismo: i veri pilastri delle statistiche odierne  Non si può scrivere di Albania senza citare il turismo. È la gallina dalle uova d’oro. Gli investimenti diretti esteri, che nel 2024 e 2025 hanno toccato record storici superando il miliardo e mezzo di euro, continuano a fluire verso il settore immobiliare e le strutture ricettive.  L’impatto del “mattone” e dell’energia verde  Molto del PIL 2026 è sostenuto dall’aumento dell’edilizia. Girando per Tirana o lungo la costa, i cantieri non dormono mai. Ma c’è una novità nelle statistiche sull’economia in Albania 2026 : l’energia verde. Quasi il 30% dei nuovi capitali stranieri sta andando verso parchi eolici e fotovoltaici. È una diversificazione necessaria, perché non di solo turismo può vivere un Paese che punta all’integrazione europea.  Mondo del lavoro: tra stipendio in salita e carenza di braccia  Qui casca l’asino, come si suol dire. Se i dati macro sono positivi, quelli micro sul lavoro mostrano una tensione forte. La disoccupazione è ufficialmente scesa, attestandosi intorno all’11-12%, ma le aziende faticano a trovare personale qualificato. Molti giovani continuano a guardare verso l’Italia o la Germania, e questo crea un paradosso: l’economia cresce, ma mancano i lavoratori.  Conclusione Insomma, a guardarle bene queste statistiche sull’economia in Albania 2026 , l’impressione è quella di un Paese che ha smesso di correre a perdifiato e ha iniziato a guardarsi intorno. Certo, i numeri del PIL fanno sorridere i mercati, ma la vera partita si gioca nelle strade, tra i negozi che faticano a trovare commessi e un costo della vita che, inutile girarci intorno, morde ancora troppo il freno.

Crescita dell’economia in Albania anno per anno
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Crescita dell’economia in Albania anno per anno

Un percorso economico fatto di rallentamenti e ripartenze, che nel tempo ha ridisegnato il volto dell’Albania Negli ultimi decenni l’economia dell’Albania non ha seguito una linea dritta. Piuttosto, ha intrapreso a un percorso irregolare, fatto di accelerazioni improvvise, pause forzate e ripartenze graduali. Per capire davvero come il Paese sia cambiato nel tempo non basta guardare un singolo dato. Servono gli anni, le crisi attraversate, i momenti di fiducia e quelli di cautela. I numeri aiutano, certo, ma raccontano anche qualcosa di più profondo: il modo in cui un sistema economico ha imparato a stare in piedi. I primi anni Duemila e la spinta iniziale Con l’ingresso nel nuovo millennio, l’Albania ha mostrato una vitalità economica inattesa per molti osservatori. Tra il 2000 e il 2001 il prodotto interno lordo è cresciuto a ritmi sostenuti, superando in più occasioni la soglia del 5%. In particolare, il 2000 ha fatto registrare un incremento vicino al 7,5%, mentre l’anno successivo si è arrivati a sfiorare il 9%. Era una fase di transizione ancora aperta, segnata dall’uscita definitiva dal modello economico precedente e dall’apertura verso capitali esteri, riforme e nuovi equilibri di mercato. In quel periodo, la crescita dell’economia in Albania anno per anno veniva vissuta come un segnale concreto di cambiamento, non solo come una previsione su carta. Le crisi globali e la prova della tenuta Il percorso, però, non è stato privo di ostacoli. La crisi finanziaria internazionale del 2008 ha lasciato il segno anche qui. Nel 2009 il PIL ha continuato a crescere, ma con un ritmo decisamente più contenuto rispetto agli anni precedenti. Nessun crollo, piuttosto un rallentamento netto. A fare la differenza sono state alcune scelte prudenti in ambito macroeconomico, che hanno permesso di assorbire lo shock senza compromettere l’equilibrio complessivo. Per un’economia di dimensioni ridotte, la capacità di reggere l’impatto non era affatto scontata. Dal 2015 al 2019: una crescita più misurata Nella seconda metà del decennio, la crescita dell’economia in Albania anno per anno ha assunto un ritmo più regolare ma meno brillante. I valori si sono attestati generalmente tra il 2% e il 4%. Un periodo influenzato anche da fattori esterni: mercati internazionali meno dinamici, difficoltà in alcuni comparti tradizionali, oscillazioni nei tassi di cambio. Nonostante questo, la direzione complessiva è rimasta positiva. Nessuna inversione strutturale, piuttosto una fase di assestamento. Pandemia e ripartenza: 2020-2022 Il 2020 ha rappresentato uno stop improvviso. La pandemia ha colpito duramente anche l’economia albanese, con una contrazione legata al blocco delle attività e al rallentamento globale. Tuttavia, il sistema non si è spezzato. Già nel 2021 è arrivata una ripresa più rapida del previsto, sostenuta da interventi pubblici, dal ritorno graduale del turismo e da una domanda interna che ha ripreso a muoversi. Nel 2022 la crescita è tornata su valori solidi, prossimi al 4-5%, confermando una certa capacità di adattamento. Il biennio 2023-2024 Negli ultimi due anni il quadro resta complesso. Nel 2023 il PIL ha continuato a crescere intorno al 4%, mentre nel 2024 le stime parlano di valori molto simili, poco sotto o poco sopra quella soglia. I dati INSTAT mostrano però un’economia non omogenea: alcuni settori, come industria e agricoltura, hanno attraversato fasi di difficoltà, mentre servizi e costruzioni hanno sostenuto gran parte dell’espansione. 2026: Uno sguardo al futuro Le prospettive indicano una crescita ancora positiva, ma meno intensa. Le previsioni internazionali collocano il tasso intorno al 3-3,5% nei prossimi anni. Non numeri eclatanti, ma coerenti con una fase di consolidamento. Dietro queste percentuali si intravedono dinamiche reali: salari che cercano di recuperare terreno, un lento miglioramento delle condizioni sociali e un’integrazione sempre più stretta con i mercati europei, anche attraverso il percorso di avvicinamento all’Unione Europea. Conclusione Nel complesso, la crescita dell’economia in Albania anno per anno sembra orientata più alla stabilità che alla corsa. La sfida, ora, non è crescere più velocemente, ma meglio. Investimenti mirati, produttività e riduzione delle fragilità strutturali saranno decisivi per trasformare questa traiettoria in uno sviluppo duraturo, non solo numericamente positivo.

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I primi 6 mesi del 2020, 91 milioni di fatturato dal turismo

La prima parte di quest’anno secondo la Banca d’Albania ha segnato valori positivi secondo il bilancio di viaggi che misura la differenza tra le spese degli stranieri in Albania e le spese degli albanesi all’estero. Rispetto al secondo trimestre di un anno fa, gli stranieri hanno speso l’87% prima, tradotto in 63 milioni di euro, mentre gli albanesi, nei loro viaggi all’estero, hanno speso 65 milioni di euro, ovvero l’85% in meno rispetto al 2019. Il numero di stranieri che sono entrati nel nostro Paese delle Aquile nella prima metà del 2020 è di 781.894, 63,4%, in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel 2019 il travel balance ha raggiunto il valore di 500 milioni di euro, gli stranieri hanno speso circa 2 miliardi di euro in viaggi in Albania, mentre gli albanesi hanno speso circa 1,5 miliardi di euro all’estero. Sebbene con un calo significativo rispetto al 2019, visti i mesi più gravi della pandemia e confrontandola con alcuni altri paesi, questi dati non sono necessariamente negativi. Ora tutti si stanno preparando per la fine della stagione turistica estiva. Contattaci per scoprire tutte le opportunità nel settore turistico.

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Albania: tasse zero per strutture alberghiere da quattro-cinque stelle

Di recente abbiamo ricevuto molte domande sulla definizione di criteri, procedure e documentazione per gli enti che richiedono lo status di “Investitore in struttura ricettiva 4 o 5 stelle, status speciale” e che viene sottoposta alla struttura che si occuperà della revisione delle domande nonché la procedura che sarà seguita fino alla presentazione della proposta al Consiglio dei Ministri. Questo è solo uno dei punti principali sulle politiche fiscali e le agevolazioni per stimolare uno dei settori strategici dell’economia albanese, come il turismo. Il grande interesse nasce perché questa decisione da la possibilità a tutti i soggetti, che operano nel settore delle unità ricettive o che intendono intraprendere nuovi investimenti in questo settore, di ottenere “statuto speciale”, al fine di beneficiare di agevolazioni fiscali nel campo dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta sul reddito. La decisione è entrata in vigore con DCM n. 257 del 9.5.2018 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 16.05.2018. In base alla legge n. 92/2014 “Sull’imposta sul valore aggiunto nella Repubblica d’Albania”, come modificata, articolo 49, punto 4, (Legge n. 107/2017 “Su alcune integrazioni e modifiche alla legge n. 92/2014, per l’IVA nella Repubblica d’Albania”, modificata) si applica l’aliquota ridotta dell’Imposta sul Valore Aggiunto del 6% per ogni prestazione di servizi fornita all’interno delle strutture ricettive“ hotel/resort a cinque stelle, status speciale ”e che sono titolari di “brand” registrato e riconosciuto a livello internazionale. Inoltre, in base alla legge n. 106/2017 “Su alcune modifiche e integrazioni alla legge n. 9632, del 30.10.2006, “Sulla fiscalità locale”, e successive modifiche”, sono assoggettate dall’imposta sugli edifici strutture ricettive” hotel/resort a quattro e cinque stelle, a statuto speciale”, e che sono titolari di marchio registrato e “brand” conosciuto a livello internazionale.Inoltre, le strutture ricettive “Hotel – Resort quattro e cinque stelle, a statuto speciale”, saranno esenti dall’imposta sugli utili. Nell’ambito del pacchetto fiscale, con legge n. 105/2017 “In alcune integrazioni e modifiche alla legge n. 8438 del 28.12.1998 “In materia di imposte sul reddito”, e successive modifiche, si prevede che le strutture ricettive hotel/resort con quattro e cinque stelle, status speciale “e che sono titolari di un marchio registrato a livello internazionale/ brand”, saranno esentati dall’imposta sugli utili per un periodo di 10 anni. Gli effetti dell’esonero decorrono dal momento dell’inizio dell’attività economica della struttura ricettiva, ma non oltre 3 anni dal ricevimento dello status, purché abbia acquisito lo status speciale fino a Dicembre 2024.Dopo che l’investitore ha completato tutte queste procedure, è il ministro responsabile del turismo, che esamina il rapporto di sintesi della commissione e se concorda con la decisione della commissione, entro 15 (quindici) giorni, propone al Consiglio dei Ministri di concedere uno status speciale al richiedente. Per iniziare le procudere e per altri informazioni utili siamo a vostra disponibile, non esitate a contattarci!

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Nuovo bando per le ferrovie in Albania

La gara per la ferrovia Tirana-Durazzo si chiude il 21 Settembre, il governo attende le prime offerte.Dopo anni di mancanza di investimenti per la ferrovia Tirana-Durazzo, è finalmente previsto il ripristino della ferrovia che collega la capitale con la città costiera. A dare la notizia è stata la ministra delle Infrastrutture Belinda Balluku, e il 21 Settembre sono previste offerte finanziarie per selezionare successivamente il vincitore. Dalla data della firma del contratto, le aziende hanno 24 mesi per portare a termine l’intero progetto, che avrà anche un altro “ramo” presso l’Aeroporto Internazionale “Madre Teresa”. Il viaggio in treno sarà a pagamento e la tariffa sarà circa 1,5 a 2 euro.Secondo il ministro, per lo sviluppo della gara è stato consultato il direttore della BERS per l’Albania Matteo Colangeli, e sarà la stessa istituzione a finanziare la maggior parte del progetto, che ammonta a 90,5 milioni di euro. Nel frattempo, una parte di questo progetto dovrebbe diventare l’elettrificazione della ferrovia, che richiederà un fondo aggiuntivo per un importo di 10 milioni di euro. I treni possono quindi funzionare sia con motori diesel che elettrici, l’obiettivo è sviluppare una nuova rete ferroviaria, fino ad ora quasi inesistente, dopo anni di investimenti prevalentemente autostradali.Sono 6 le società consortili straniere che competono per questo progetto e che hanno presentato offerte tecniche alla fine di luglio. Tali offerte sono state valutate dal Ministero delle Infrastrutture, che ha poi inviato la valutazione completa alla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, che darà la propria valutazione dell’offerta vincente.Il contratto doveva essere firmato ad aprile ma il progetto è stato rinviato a causa della pandemia, mentre la chiusura dei lavori doveva essere completata nel 2021 ma ora dovrebbe essere completata alla fine del 2022.Questa e tante altre opportunità di investimento in un Paese che è solo in crescita, contattaci subito per avere maggiori informazioni sulle gare e tante altre opportunità di investimento in Albania.

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Investire sul immobiliare in Albania

L’investimento immobiliare è una delle cose più sicure e redditizie che una persona possa fare nella vita. I vantaggi di investire nel settore immobiliare sono molteplici. Con asset ben scelti, gli investitori possono godere di un flusso di cassa prevedibile, rendimenti certi, vantaggi fiscali e diversificazione. Il mercato immobiliare ha visto un aumento significativo negli ultimi anni nel Paese delle Aquile, dove non mancano destinazioni e prezzi competitivi. Chi è stato in Albania almeno una volta sa benissimo che i turisti non mancano, e per questo motivo la meta  principale resta la capitale e tutta la fascia costiera. Per comprare casa a Durazzo, Saranda, Valona, Dhermi o Ksamil i prezzi partono da 30-40mila euro, dove si possono trovare case con vista diretta sul mare e secondo le statistiche i più interessati sono i pensionati italiani, come abbiamo discusso in articolo precedente. Del resto la città principale resta Tirana, la capitale del Paese in costante crescita dove si possono svolgere vari business e dove ci sono mensilmente nuove costruzioni. Costi I costi al metro quadro sono variabili, a Tirana varia da 400 euro in periferia a 1.5000- 2.000 euro in zona centrale. A Saranda, Durazzo e lungo la costa i prezzi vanno invece dai 450 euro al metro quadro ai 950/1000 euro nei complessi abitati di recente. Per quanto riguarda le case di lusso, le ville in vendita nelle principali località hanno una fascia di prezzo che va dai 130.000 € ai 400.000 €. Tasse L’imposta sul passaggio di proprietà è infatti pari al 3% del prezzo di acquisto dell’immobile. Altra spesa da considerare è l’onorario da versare al notaio al momento del rogito che si aggira mediamente tra i 200 ei 500 euro. Per gli investimenti immobiliari in mare o a Tirana, i costi di consulenza non superano il 2% La tassazione è conveniente anche dopo l’acquisto di una casa. In Albania, infatti, i costi di gestione della struttura sono abbastanza contenuti: le aliquote dell’imposta comunale variano a seconda la città, ma in generalmente si aggirano intorno a 0,25 euro al metro quadro annuo. Mandaci un messaggio compilando il modulo su https://acia.al/contatti/ per avere maggiori informazioni e scoprire in quale zona investire in Albania.

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Aumentano le costruzioni in Albania

La quarantena ha portato ad un aumento al numero dei permessi di costruzione. Secondo l’ INSTAT, nel periodo Aprile-Giugno sono stati rilasciati 209 permessi di costruzione, 14% in più rispetto al primo trimestre di quest’anno. Il blocco e la chiusura di molte attività non ha fermato il settore delle costruzioni, uno dei settori che non ha smesso di funzionare anche nei mesi più difficili. Circa il 63,2% dei permessi approvati riguardava lavori di ingegneria, comprese infrastrutture di trasporto, autostrade, approvvigionamento idrico o costruzioni industriali. In totale è di TUTTI 14,8 miliardi, il valore approssimativo dei permessi di costruzione approvati per edifici e opere di ingegneria da TUTTI 18,1 miliardi approvati nel secondo trimestre del 2019. In uno degli articoli precedenti abbiamo parlato del mercato immobiliare, il quale ha visto un aumento significativo negli ultimi anni nel Paese delle Aquile, dove non mancano destinazioni e prezzi competitivi. Potete leggere l’articolo cliccando su questo link https://acia.al/immobiliare-in-albania/, e non esitate a compilare il form “CONTATTI” per avere informazioni più dettagliate e prezzi specifici in zone, tasse, modalità di investimento e tante altre cose!

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