Investire in Albania

Perché investire in Albania?

L’Albania è un Paese con forti potenzialità di crescita e stabile sotto l’aspetto istituzionale. Nonostante un forte rallentamento rispetto agli anni pre-crisi, quando il PIL cresceva mediamente del 6% all’anno, l’Albania continua a registrare tassi di crescita positivi (+2,2% nel 2014 e +2,8 nel 2015). Gli ultimi dati sul PIL pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INSTAT), relativi al II trimestre 2016, evidenziano una crescita del 3,21%, vicinissima alla proiezione di crescita di fine anno fissata al +3,4%.

Le proiezioni di fine anno della BERS (+3,3%), fanno presupporre un risultato migliore rispetto al 2015, che ha chiuso con un +2,8%. Tali proiezioni sono leggermente inferiori rispetto a quella del FMI (+3,4%), ma superiori a quelle della Banca Mondiale (+3,2%). Nel suo Transition Report 2016-2017, la BERS prevede che la crescita sarà sostenuta dagli investimenti esteri, sottolineando il peso significativo della costruzione del gasdotto TAP sull’economia del Paese. Per il 2017 l’Istituto Finanziario Internazionale prevede un’accelerazione del ritmo di crescita, con un tasso che dovrebbe raggiungere il 3,5%. Le Autorità albanesi prevedono invece un tasso di crescita superiore nel 2017 (+3,8%), destinato poi a superare la soglia del 4% negli anni a venire.

Nel periodo 1990-2016 lo stock degli investimenti diretti esteri (IDE) in Albania ha superato i 5 miliardi di Euro. La Grecia risulta di gran lunga il primo investitore con uno share del 25% (con investimenti concentrati nel settore bancario e della telefonia), seguita da Olanda e Canada (rispettivamente 14% e 13%, concentrati nei settori dell’energia elettrica e del petrolio), e dall’Italia (11%, appannaggio della PMI). Nei primi nove mesi del 2016 il flusso degli IDE in entrata nel Paese ha raggiunto la quota di 706 milioni di Euro, registrando una contrazione del 3% rispetto all’equivalente periodo del 2015. In questo arco temporale i maggiori investimenti sono stati registrati nel settore della produzione di energia elettrica (60%), seguito dal settore petrolifero (15%), da quello finanziario (10%), da quello edilizio (4%) e delle telecomunicazioni (2%).

Desta preoccupazione il livello dell’indebitamento pubblico, giunto alla fine del 2015 al 73% del PIL, e quello della disoccupazione (13,3%), che non accenna a diminuire. Sul fronte del commercio estero, in cui l’Italia con il 37,17% di share dell’interscambio nei primi 8 mesi del 2016 si conferma di gran lunga il partner principale dell’Albania, anche nel 2015 la bilancia commerciale continua a registrare un netto deficit (-2,7 miliardi di dollari), che può essere definito di natura strutturale.

Nel complesso, il Paese gode di una stabile situazione macroeconomica, sostenuta da un mercato bancario e finanziario che ha mostrato solidità e capacità di resistere alla crisi internazionale.I settori maggiormente attraenti possono essere considerati: l’energetico, l’edilizio, il minerario ed estrattivo, il manifatturiero (tessile e calzaturiero), il turistico e l’agricolo.L’economia sommersa rappresenta una percentuale ancora molto elevata del PIL. Secondo il FMI, il Governo albanese dovrebbe impegnarsi maggiormente nei confronti della lotta all’economia informale, sostituendo alle sanzioni amministrative – che favoriscono la corruzione – le auto-dichiarazioni e gli incentivi all’ “emersione” delle attività economiche. Con la legge n. 99/2015, l’Albania sembra essersi decisamente incamminata su tale percorso virtuoso.

Alcuni dati

Ordinamento politico: repubblica parlamentare
Capitale: Tirana
Superficie:  28748 kmq
Popolazione: 3.581.655 persone [albanesi 95%, greci 3%, altri 2%o (valacchi, rom, serbi, macedoni, bulgari)]
Lingue: albanese (ufficiale), greco, valacco, romeno, dialetti slavi
Religione: musulmani 70%, ortodossi 20%, cattolici 10%
Alfabetizzazione: 86.5% della popolazione (93.3% degli uomini e 79.5% delle donne)
Speranza di vita: 77.43 anni ( 74.78 anni per gli uomini e 80.34 anni per le donne)
Popolazione sotto la soglia di povertà: 25 percento della popolazione
Prodotti esportati: legname, tabacco, semilavorati nel settore dell’abbigliamento, del pellame e delle calzature
Debito estero: 1.25 miliardi di euro
Spese militari: 1.49% del prodotto interno lordo
GEOGRAFIA
Confina a nord con la Kosovo e il Montenegro, a sud est con la Grecia, a ovest si affaccia sul Mar Adriatico e sul Canale d’Otranto. Il territorio è in gran parte montuoso con l’eccezione del litorale che è pianeggiante.

Allegati

PIL calcolato a prezzi costanti

Investimenti esteri

PIL pro capite


OVERVIEW DEI RAPPORTI CON L'ITALIA

L’Italia riveste un ruolo preponderante nella realtà economica albanese, con prospettive interessanti per i nostri operatori. L’interscambio commerciale anche alla fine del 2015 ha superato abbondantemente i 2 miliardi di Euro (2.105 milioni), che rappresentano il 37,17% del volume complessivo dell’interscambio commerciale dell’Albania (dato riferito ai primi 8 mesi del 2016). Dopo l’Italia, di gran lunga primo partner commerciale, figurano la Germania, la Grecia, la Cina, la Turchia e il Kosovo.

L’Italia da sola assorbe il 55,6% delle esportazioni albanesi ed è inoltre il principale fornitore, con un’incidenza del 29,5% sull’import complessivo. Rappresentiamo altresì in questo mercato il primo investitore straniero in termini di numero di aziende italiane o italoalbanesi attive sul territorio: la nostra presenza è assicurata da circa 500 imprese piccole e medie, due grandi banche, Intesa San Paolo e Veneto Banca, e taluni gruppi industriali medio-grandi affermatisi principalmente nei settori del cemento, dell’agroalimentare e dell’energia.

Senza dubbio penalizzante per la piena efficacia della nostra azione economica nel Paese è l’assenza degli operatori italiani dai grandi settori strategici del Paese (per esempio telecomunicazioni e assicurazioni) e di conseguenza, nonostante il ruolo di primo partner economico di riferimento svolto dall’Italia per anni, la scarsa presenza dei grandi gruppi, alcuni dei quali peraltro hanno manifestato interesse per questo mercato, ma sono stati finora scoraggiati dall’incertezza sui diritti di proprietà immobiliare, dalla diffusa corruzione e dalla carenza di infrastrutture. In generale l’economia albanese offre notevoli prospettive per gli investitori stranieri nel settore energetico, nonostante il quadro di riferimento normativo non sia ancora perfettamente definito. La forte attenzione del Governo albanese verso la tematica energetica e l’interconnessione elettrica tra il mercato balcanico e l’Italia, che sarà assicurata attraverso l’elettrodotto che Terna sta realizzando in Montenegro, spingono ad essere ottimisti sulle ulteriori prospettive di sviluppo del settore. Un’ulteriore opportunità per le nostre imprese sarà senz’altro costituita dalla realizzazione del tratto albanese del Trans Adriatic Pipeline (TAP), che prevede la costruzione di un gasdotto destinato al trasporto del gas azero del giacimento dello Shaz Deniz alle coste italiane attraverso la Grecia e, per l’appunto, l’Albania. Nel corso del 2017 la realizzazione del metanodotto dovrebbe entrare nella sua fase di completamento degli investimenti, che dovrebbero rappresentare circa l’1,5% del PIL nazionale del Paese negli anni futuri.

Oltre a quello energetico, un altro settore di grande interesse in un’ottica di medio-lungo periodo è l’agricoltura, che il Governo sta cercando negli ultimi anni di rilanciare. Sebbene il settore soffra ancora di serie problematiche (tra cui la frammentazione fondiaria, la mancanza di coordinamento tra i produttori che genera repentine oscillazioni dei prezzi ed il succedersi di fenomeni di sovrapproduzione e di penuria dei prodotti; nonché l’assenza della c.d. “catena del freddo” per lo stoccaggio e la conservazione delle carni, così come l’inesistenza di un’industria di trasformazione dei prodotti orto-frutticoli) esistono buone possibilità di inserimento per i fornitori italiani di macchine ed impianti relativi al settore agroalimentare ed in particolare impianti ad alto contenuto tecnologico per la lavorazione, trasformazione e conservazione dei prodotti carnei e vegetali, nonché macchinari per il settore enologico.

Nel breve-medio periodo, vi sono poi buone opportunità per le nostre imprese nel settore turistico, che presenta grandi potenzialità se verranno ben sfruttate le aree ancora non contaminate dallo sfrenato sviluppo edilizio verificatosi negli ultimi anni su parte delle coste, ed in quello manifatturiero (calzature e tessile, soprattutto), alla luce delle competitive condizioni del mercato del lavoro albanese, della favorevole tassazione e dei tradizionali elementi di vantaggio per i nostri operatori economici. Tra essi, la già citata, grande diffusione della lingua italiana

L’A.CI.A. Camera di Commercio Italo Albanese si pone l’obiettivo di sviluppare i rapporti di scambio e di cooperazione tra i due Paesi attraverso iniziative e servizi rivolti in particolare ad incentivare la collaborazione tra le imprese e le relazioni tra le Istituzioni.